VIVIAMO NEI TEMPI IN CUI MOLTE DONNE SI TOGLIERANNO I PANTALONI E MOLTI UOMINI LE GONNE… E VICEVERSA!
I problemi di gender nella coscienza collettiva sono il riflesso, in Ottava Bassa, di ciò che accade in Ottava Alta nell’inconscio collettivo: riflettono simbolicamente la creazione dell’Androgino.
Ma l’Androgino non riguarda soltanto ciò che vediamo manifestarsi esteriormente attraverso il rapporto con il genere.
Rappresenta anche la ricostruzione della nostra Famiglia Interiore:
Femminile — Maschile — Figlio.
E non è casuale che, mentre questa Famiglia Interiore cerca un nuovo equilibrio, sul piano sociale vediamo manifestarsi con enorme forza il problema opposto: famiglie e società nelle quali il Maschile assume una forma autoritaria e il Femminile viene umiliato, controllato, privato della voce e della libertà.
Lo vediamo anche nelle controversie contemporanee sulla condizione delle donne in alcune società e comunità a maggioranza musulmana, soprattutto laddove interpretazioni patriarcali delle norme religiose e sociali impongono forti limitazioni alla loro autonomia.
Non è una caratteristica attribuibile indistintamente all’Islam o a tutte le famiglie musulmane: qui parlo di quelle realtà nelle quali esiste concretamente questa subordinazione.
Ma attenzione: questo non è un discorso contro gli uomini e non è una guerra delle donne contro gli uomini.
Quando parlo di Femminile e Maschile, non parlo semplicemente di sesso biologico. Parlo di due energie interiori presenti, in proporzioni e forme diverse, in ogni essere umano.
Un uomo può avere un Femminile molto sviluppato e un Maschile ferito, represso o sottomesso. Può quindi ritrovarsi, nella propria vita, a cedere la propria Forza a una donna nella quale prevale invece un Maschile dominante.
Allo stesso modo, una donna può avere un Femminile fortemente sviluppato e un Maschile interiore represso, e ritrovarsi sottomessa a un uomo che esprime il proprio Maschile attraverso il dominio.
I ruoli possono invertirsi. Le energie possono cambiare configurazione.
Per questo il problema non è “l’uomo” e non è “la donna”.
Il problema è lo squilibrio.
Ed è proprio qui che questo testo smette di essere soltanto una riflessione sociale e diventa una riflessione di guarigione interiore.
Mentre lo leggi, non chiederti soltanto chi domina e chi viene sottomesso nel mondo esterno.
Guardati dentro.
Dove si trova il tuo Femminile?
Dove si trova il tuo Maschile?
Quale dei due è stato represso?
Quale ha paura?
Quale domina l’altro?
Quale ha rinunciato alla propria funzione?
E che cosa potrebbero creare se smettessero di combattersi?
Non importa che tu sia uomo o donna.
La Famiglia Interiore appartiene a entrambi.
Femminile.
Maschile.
Figlio.
Il Figlio è la Creazione che può nascere quando le due energie smettono di combattersi e cominciano a collaborare.
Nella mia lettura simbolica, ciò che vediamo nell’Ottava Bassa rappresenta esteriormente la stessa frattura che, nell’Ottava Alta, deve essere ricomposta: un Maschile che domina invece di proteggere e un Femminile costretto a sottomettersi invece di creare.
La vera ricostruzione della Famiglia Interiore non richiede che il Femminile sottometta il Maschile né che il Maschile sottometta il Femminile.
Richiede che entrambi guariscano.
Il Femminile genera.
Il Maschile agisce, protegge, decide e porta nella materia.
Il Figlio è ciò che nasce dalla loro unione: Creatività, Opera, Nuova Realtà.
Nel Vecchio Mondo questa Famiglia Interiore è stata profondamente squilibrata.
Alla donna è stato insegnato a sviluppare soprattutto il Femminile che accoglie, comprende, sostiene, aspetta e tace, mentre il suo Maschile sano — quello che parla, decide, delimita, difende, agisce e costruisce — è stato troppo spesso represso.
Ma adesso la donna si sveglia.
E la donna comincia a parlare.
Non per diventare uomo.
Non per sottomettere l’uomo.
Ma per recuperare il proprio Maschile sano e riportarlo in equilibrio con il proprio Femminile.
E lo stesso processo, in una forma diversa, riguarda anche l’uomo.
Anche l’uomo può avere bisogno di riconoscere un Femminile represso, ferito o svalutato, senza per questo perdere il proprio Maschile.
Perché guarire il Femminile non significa diventare donna.
E guarire il Maschile non significa diventare uomo.
Significa riconoscere dentro di sé entrambe le forze e restituire a ciascuna la propria funzione.
Nel mondo esterno, il conflitto si manifesta come uomo contro donna, dominio contro sottomissione.
Quando il Maschile vuole dominare e il Femminile viene costretto a sottomettersi, non esiste equilibrio: esiste una relazione di potere.
Nel mondo interno, lo stesso conflitto si manifesta come una frattura tra il proprio Femminile e il proprio Maschile, che chiede di essere guarita.
Ed è qui che comprendiamo che questa battaglia non deve essere vinta né dal Femminile né dal Maschile.
DEVE ESSERE RICONCILIATA.
Tra i due esiste la Terra di Mezzo: il Mondo della Stella del Mago. È il punto in cui Femminile e Maschile, riconciliati, formano una nuova costellazione interiore. La Stella nasce dalla loro unione e guida il Cuore del Mago come una bussola, affinché ciò che è stato ricomposto nello Spirito possa incarnarsi nella materia.
È la Costellazione della Famiglia Divina che precede la Famiglia Umana: Femminile, Maschile e Figlio — la Creatività che nasce dalla loro unione.
La donna non deve più cedere la propria Forza a un Maschile esterno affinché sia lui ad agire al posto suo.
La donna restituisce la propria Forza al SUO Maschile sano.
E allo stesso modo, l’uomo non deve consegnare la propria Forza a un Femminile esterno dominante, rinunciando al proprio centro.
Ognuno è chiamato a riconoscere il proprio Femminile e il proprio Maschile, senza trasformare uno dei due nel padrone e l’altro nel servo.
Il Femminile e il Maschile non sono più nemici.
Non devono dominarsi.
Non devono sottomettersi.
Devono riconciliarsi.
E dalla loro unione nasce qualcosa che prima non esisteva:
una nuova Creazione,
una nuova Realtà,
una Nuova Era.
L’ERA DELL’ACQUARIO.
NEL MIO UNIVERSO, DIO È AMORE E NON UN DESPOTA!
Mi dissocio da ogni influenza dispotica costruita sulla schiavitù, sulla paura di Dio e sulla glorificazione della sofferenza, con cui falsi guru e falsi maestri cercano di programmare le persone.
Quella è la loro Matrice. Non la mia.
Io non abito quella realtà e non la alimento. Sono loro a crearla e, così facendo, diventano la loro stessa difficoltà.
Ma il problema diventa ancora più grave quando qualcuno smette di essere difficoltà soltanto per se stesso e sceglie di diventare un ostacolo alla libertà degli altri.
Per me, è qui che entra in gioco il karma: quando non soltanto scegli la tua prigione, ma insegni anche agli altri a costruirsene una e la chiami “spiritualità”.
Non allontanate le anime dalla libertà.
Non insegnate loro che devono soffrire per meritare Dio.
Non trasformate la paura in disciplina spirituale.
Non chiamate “evoluzione” la sottomissione.
Perché la sofferenza che imponiamo agli altri prima o poi diventa parte della realtà che abbiamo creato anche per noi stessi.
Io mi dissocio da tutta la 💩🤠 esterna nella quale non mi riconosco.
Non appartengo a nessuna piramide.
A nessun guru.
A nessuna guida o presunta “maestra”.
A nessuna falsa Matrice costruita per dominare, impaurire e rendere dipendenti.
Il mio Dio è l’Universo.
Nel mio Universo, Dio è Amore.
Sono Mago/Maga, Creator della mia Realtà, del mio Amore e della mia Libertà.
E soprattutto non consegno più a nessuno il diritto di stabilire quale debba essere la mia realtà.
Tória Dark
PER APPROFONDIRE QUESTO PERCORSO
LA MAPPA DEL MAGO — La Leggenda Personale del Mago
Un percorso dedicato alla propria individualità profonda e alla costruzione consapevole della propria Realtà.
👉 La Mappa del Mago
OLTRE IL RECINTO — Reality Unmasked
Per riconoscere i recinti interiori ed esteriori che limitano libertà, individualità e capacità di creare.
👉 Oltre il Recinto